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Absentia I, Absentia II, Absentia III

 

 

 

Absentia  focalizza sul tema dell’assenza ed è declinato in tre installazioni. 
 

In Absentia I è presentato un giradischi vintage con  un vinile sul piatto. Il 33 giri contiene una selezione di lavori musicali del periodo 95-97, anni in cui io ventenne, affascinato dalla musica futurista, non riuscendo ad accedere a nessun audio originale cercavo di comporla da me partendo unicamente dalle descrizioni che trovavo sui libri. Era un mondo non connesso che ancora lasciava margini esplorativi. 
 

Absentia II è una riflessione sulla fotografia. E’ possibile oggi avvertire l’assenza di un’immagine? Siamo ancora in possesso delle nostre fotografie o la duplicazione selvaggia finisce per farci perdere il legame intimo quasi feticistico, con l’immagine? Ho selezionato due immagini inedite dalla mia produzione predigitale e ho scelto di non mostrarle. Di eliminarle per sempre dalla visione altrui. Rimarranno inedite. Al loro posto, nelle cornici, c’è la descrizione dattiloscitta delle fotografie. Il fruitore potrà immaginarsi la foto, farla propria, introiettarla unicamente seguendo il testo.  
 

Absentia III è un calendario del 11976 custodito in una scatola di legno. Nel 1983 il matematico  Brandon Carter arrivò ad ipotizzare che l’umanità si estinguerà intorno al 10000 semplicemente applicando una teoria legata alla distribuzione dei grandi numeri al numero degli umani comparsi sulla Terra dal primo uomo ad oggi. Il calendario, preciso nella successione dei giorni, sarà perfettamente funzionante nell’ 11976 ma  nessuno lo potrà mai consultare

Explorateurs
2017

6 tavoli di legno, cartoline, fotografie, mappe.

 
"Un percorso espositivo composto da sei installazioni, tavoli tematici che mettono in luce le sensazioni, le paure, le aspirazioni, i gusti, la vita quotidiana di persone che loro malgrado hanno dovuto lasciare il proprio quotidiano per viaggiare verso terre lontane e relazionarsi a mondi nuovi. "Esploratori" il cui desiderio è a volte quello di tornare a casa alla fine della propria Odissea personale."

Paul&John
installazione ambientale, 2016.
Stampa digitale su forex, illuminazione led, cubo di legno,
80x80x80 cm.
 

“E’ un lightbox contenuto in un cubo, la fotografia del cassetto della mia scrivania. Ma ha una particolarità, è spento. Per poterlo fruire è necessario che qualcuno tenga premuto per il tempo della fruizione un tasto tenuto a metri di distanza. Un’opera che obbliga alla cooperazione, alla rete anche momentanea: chiedere aiuto nella fruizione, avere bisogno di un altra persona per poter fare arte, così come un basso ha bisogno di una chitarra.”

Fan Club
2016
stampa digitale su pins
 

“I beni più preziosi, mai conteggiati dall’economia, sono quelli relazionali. La nostra ricchezza è esemplificata dai nostri possessivi “mio padre”, “mia madre” “mio fratello”… i “miei amici”. Ho immaginato il mio “fan club” mutuandolo dalla scena musicale indi ma questa volta ad essere raffigurati non sono volti di musicisti, ma i ritratti di alcuni miei amici con cui ho condiviso negli ultimi anni le mie uscite serali, viaggi ed altre situazioni tipiche dell’amicizia.” 

Lezioni di Fotografia
2016
stampe fotografiche, testo, cassette
 

“L'esperienza di un corso di fotografia in carcere, i lavori degli allievi presentati come reliquie per una mostra site specific sulle opere di misericordia” 

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